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Un tram chiamato Ristocolor: essere romantici come Torino di notte

Un tram chiamato Ristocolor: essere romantici come Torino di notte
14 Febbraio 2019 Elisa Meineri
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In La rivista

Si chiamano Ristocolor e Gustotram e promettono un’esperienza davvero speciale.

Sono i tram storici che a Torino sono diventati ristoranti in movimento: il primo coloratissimo, grazie al genio creativo di Ugo Nespolo, l’altro rosso e panna come la Tranvia Sassi-Superga. Il servizio è offerto dal Gruppo Torinese trasporti e ai fornelli troviamo i cuochi di Celestino, di Piobesi torinese.

Si può scegliere di fare un aperitivo, una degustazione o una vera e propria cena, seduti ai tavolini di un’antica e accogliente trattoria piemontese su rotaie, riempiendosi occhi e cuore dell’atmosfera sabauda in tutte le sue sfumature.

Noi abbiamo attraversato una Torino d’altri tempi, gustando un menù preparato con i Presidi Slow Food di tutta Italia, insieme a trenta compagni di viaggio che parlavano lingue diverse.

Le nostre Melighe di Mondovì accompagnavano lo zabaione al moscato freddo, che aveva la firma, come tutto il menù, del Ristorante Celestino.

 

 

 

 

 

 

 

 

Lorenzo e Federica Leggero, che onorano la tradizione di famiglia, lunga più di cento anni, ci raccontano cosa significa essere la quinta generazione di ristoratori per istinto e passione. Il trisnonno, Celestino, ha inaugurato nel 1904 una macelleria/gastronomia, a cui si affiancava una piccola trattoria, il punto di riferimento del paese.

  • Cosa vuol dire raccogliere una storia di una vita?

F: è stata una scelta. I nostri genitori ci hanno lasciato liberi. Mi sono iscritta all’Alberghiero senza doverci ragionare su, così, come se fosse l’unica alternativa. La mia famiglia da che ho memoria vive all’interno del ristorante.

L: Siamo nati dentro il ristorante, le scale di casa arrivano direttamente nella sala. Amo quello che faccio. La prima volta che mio padre Sergio mi ha regalato una giacca da cuoco avevo undici anni e mi sono commosso.

  • E il tram?

F: è nato come una sfida. Sei anni fa ci hanno contattato proprio per una Cena dei Presidi, in collaborazione con Slow Food. E’ molto bello lavorare in questa nuova dimensione, ma non è semplice, è complesso da gestire. Tra il primo e il secondo turno per riapparecchiare e sistemare tutto abbiamo mezz’ora. Dietro c’è tanto lavoro.

L: Il nostro ristorante ha 250 coperti, il tram 30. La questione spazio al primo impatto è stata disarmante.

  • A San Valentino qualcuno vi ha sorpreso?

F: una coppia ha prenotato il tram in esclusiva, avevano i musicisti, poi la caccia al tesoro: tutto organizzato nei minimi dettagli. Abbiamo anche festeggiato matrimoni.

Vi consigliamo di prenotare una cena in movimento, qualsiasi sia il vostro amore; da domani in poi.

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http://www.hotelristorantecelestino.it/

 

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